TRAPANI, bello ma difficile…

Trapani è una terra amabile ma terribilmente difficile. Ti sa accogliere, ti ammalia ma non riesce a conservarti. Sono purtroppo, queste, le lacune di noi gente del sud, che attaccati, gelosamente, con sudore e il sangue alla nostra terra, non riusciamo a cogliere quanto si può crescere, quando si incontrano le persone giuste.

In questi tre anni di esperienza vissuta intensamente con voi, conoscendo tante persone, amici sinceri e non, si imparano e si capiscono tante cose.

Per uno “straniero” è difficile fare breccia , entrare nelle grazie del mondo lavorativo ed in particolare modo quando si comprende che ha l’esperienza necessaria per dare un aiuto concreto. Alterare alcuni equilibri, costa caro, lo si è capito , e faccio riferimento al solo settore giovanile del Trapani calcio, quando addirittura si è messo in discussione l’operato di un professionista serio come Alessandro Birindelli. Un uomo che se lasciato lavorare avrebbe potuto dare molto ai giovani trapanesi. Invece fin dal primo momento, ostacolato in tutto e criticato, non ha avuto neanche il tempo di ambientarsi che gli è stata chiesta la testa. Dare credito in questo campo alle sirene locali non c’è cosa di più errato.

“Nemo propheta in patria” e i fatti hanno dimostrato questo. Troppi legami, troppi interessi, troppe amicizie non giovano al bene e alla crescita della società. Una società che vuole crescere professionalmente ha bisogno e necessità di servirsi di professionisti esterni coadiuvati da persone di “fiducia” e quando dico di fiducia, vorrei sottolineare, non doppia-faccia, bulli e chiacchieroni, ma anch’ essi preparati professionalmente e veri collaboratori.

E così è stato anche dopo. Accompagnato da un bagaglio di diffidenza e critica, arriva Alessandro Longo. Impatto durissimo, perchè per la prima volta , uno “straniero” tenta di operare in proprio alle dirette dipendenze di società e direttore sportivo. Arriva “materiale” in prestito da un pò di società, purtroppo con il tempo si capisce che molti degli arrivi sono solo dei posizionamenti da parte di procuratori navigati, che scaricano illusione e costi alle società, ripagandole, si con alcuni bonus di “ presenza” ma certamente creando imbarazzo all’ambiente e ai tanti ragazzi già in squadra. Molti di loro infortunati o di basso valore calcistico, ma di certo non erano nomi scelti, ma richiesti solo come ruolo. Penso che l’unico errore, se di errore si può parlare, sia stato quello di non rispedire al mittente quanto arrivato. Sempre che non ci sia stato l’obbligo di tenerli a tutti i costi.

Si poteva criticare Longo per la sua non loquacità, ma in certi casi si capisce fino in fondo perché è meglio tacere. Ma tecnicamente è stato una professionista che in poco tempo ha fatto crescere moltissimo il gruppo primavera, che non va giudicato per i risultati del campo, ma per quanto singolarmente e come gruppo hanno dimostrato. Sono state tante le occasioni e gli elogi ricevuti in particolar modo, fuori dalle mura amiche, dove fior di osservatori e tecnici, hanno potuto notare quanto di buono dimostravano i ragazzi. Il materiale cresciuto a fine campionato è stato tanto. Alla fine,anche Longo ha dovuto gettare la spugna .

Inutile in questo momento fare singoli apprezzamenti , qualcuno sta andando avanti , peccato, verso altre società e senza grossi patemi d’animo e a pieno merito, altri invece trattenuti dalla società e valorizzati pur avendo avuto una prestazione mediocre.

Potremo dire che questo è il male comune ai tanti settori giovanili in Italia, ma di fatto dobbiamo ammettere che poche sono le squadre che hanno un presidente come il comandante Morace. Il quale merita rispetto, innanzi tutto dalla sua gente, che dovrebbe sinceramente collaborare per il bene della società. Il resto, gente va e gente che viene, ma se vogliamo crescere, abbiamo l’obbligo di servirci di un mix vincente tra locali e “stranieri”.

Buona fortuna Trapani Calcio

Gianfranco De Santis

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