Trapani, continuano le trattative per vendere la società

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Foto archivio "IlPunto"
C’è un Trapani che in campo vince e convince. Che vola sulle ali dell’entusiasmo, promettendo di disputare una stagione di alto profilo. E c’e un Trapani, inteso come società, che ancora deve sapere quali siano le prospettive future. Com’è ormai noto, il comandante Vittorio Morace, proprietario del cinquanta per cento del club (l’altra metà è della sua compagnia di navigazione Liberty Lines), ha deciso da tempo di vendere. Una scelta sofferta ma inevitabile, nel quadro di una serie di problemi giudiziari legati alla Liberty Lines e al suo definitivo trasferimento in Spagna, a Malaga, dove risiede  da tempo con la moglie Annemarie Collart. L’estate scorsa è volata via fra trattative di potenziali cessioni, più o meno credibili, e, dopo infiniti tormenti, con la decisione finale di iscrivere comunque la squadra in serie C. Oggi, c’è la concreta possibilità di trattare con un potenziale acquirente serio e impegnato sul territorio. E’interessato al Trapani un gruppo romano, che ha trovato nel finanziere romano Giorgio Heller, presidente della Spoleto Crediti e Servizi e di Roma Capitale Investment Foundation, l’uomo possibile avamposto della trattativa. Heller e il gruppo che lo ha individuato sono in contatto con Trapani, perché avrebbero in animo la possibilità di compiere investimenti nel settore turistico in Sicilia occidentale. In particolare, avrebbero pensato di partecipare al bando per l’assegnazione cinquantennale della gestione del Castello della Colombaia, un monumento storico simbolo della città, situato in un isolotto del porto. Il contatto fra il gruppo romano e l’amministratore unico del Trapani Paola Iracani sarebbe favorito in qualche modo da Daniele Faggiano, attuale direttore sportivo del Parma (ed ex di Trapani e Palermo), rimasto legato affettivamente alle vicende calcistiche trapanesi. L’ipotesi di un passaggio di proprietà della società potrebbe essere concreta e realizzabile in tempi non lunghi. La potenziale trattativa, però, subisce un vistoso rallentamento dagli strascichi giudiziari della grottesca vicenda della cessione mai perfezionata del Trapani (eravamo alla fine del mese di luglio) all’imprenditore Francesco Agnello. In un convulso succedersi di eventi, l’amministratore Paola Iracani, in quei giorni, aveva venduto la società a questo personaggio molto discusso. Il primo cinquanta per cento era passato nelle mani di Agnello, che poi non ha mai rilevato le seconda metà del club per una serie di circostanze: non ultima, il fatto che ai  suoi due emissari, giunti a Trapani, fu impedito da un gruppo di tifosi granata di incontrare i rappresentanti del club nella sede notarile stabilita. Ora, il Tribunale delle Imprese ha risposto di no alla prima istanza di Agnello di vedersi attribuita la proprietà della società: ma la storia giudiziaria non è ancora chiusa. Chiunque sia interessato ad acquistare il Trapani, quindi, è costretto a guardare dalla finestra la vicenda: ma è evidente che il gruppo romano non ha nessuna  intenzione di aspettare. Adesso, sta a chi dirige il Trapani, se ha fretta di vendere, chiudere la partita con Agnello (magari trovando un accordo che esaurisca il confronto davanti ai giudici) e cercare la strada giusta per avere le mani libere. Altrimenti, si andrà avanti così chissà per quanto tempo. Sperando che la squadra, nel frattempo, continui a vincere e convincere.
Fonte: Fabio Tartamella “la Repubblica”.

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